Testimonianze

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Da qualche mese abbiamo deciso di pubblicare alcuni dei numerosi commenti che riceviamo da chi ha incontrato L’Acero e usufruito dei suoi servizi.

Settembre 2021
I benefici delle Cure palliative a domicilio: testimonianze di una fisioterapista de L’Acero di Daphne

AA – persona con malattia oncologica terminale
Interventi: igiene posturale, corretta mobilizzazione ed esecuzione dei passaggi posturali, educazione caregivers, terapia del respiro

Riflessioni a fine trattamento: AA era una persona che conosceva il suo “destino”. Dalla metastasi non si sfugge, almeno con il corpo. Perché è sempre pronto a farsi sentire, il corpo, se c’è qualcosa che non va … e a ricordarti che la malattia è lì, non se ne va, anche se i farmaci possono in parte aiutare a “silenziare” il dolore. AA era una persona che aveva accanto figli e nipoti: una famiglia nutrita e costantemente presente, per non lasciarla mai sola. AA aveva un umorismo spiccato, la battuta sempre pronta, anche nel dolore. Un esempio di persona in grado di alleggerire una situazione che di leggero ha gran poco. AA mi ha regalato sorrisi e condiviso timori; ha seguito i pochi consigli che potevo darle; abbiamo respirato assieme, anche se per poco. Con AA ho aperto una finestra nel mio cuore, una di più, che si affaccia alla morte e alle mille sfaccettature con cui questa si presenta alla porta bussando insistentemente. Prima o poi tutti la dovremo aprire, quella porta, non ci si può nascondere, né si può pensare di sfuggirla in eterno. Ma chi ha il “destino” segnato, chi ha una malattia terminale, sa cosa c’è dietro quella porta e ha, nel bene e nel male, la possibilità di accrescere la propria consapevolezza a riguardo donando l’opportunità, indirettamente e inconsapevolmente, anche a chi vi sta accanto di toccare con mano il dolore che la morte porta con sé. È un percorso per entrambi: malato e chi lo assiste, anche se con mete differenti.

MM – persona affetta da malattia di Alzheimer
Interventi: igiene posturale, trattamento manuale, educazione caregivers

Riflessioni: MM non comunica per le vie “convenzionali”. Il suo corpo parla per lui, ed esprime sofferenza. Con MM lavoro manualmente, ben sapendo che il sollievo che questo trattamento dona si esaurisce nel breve tempo. Ma bisogna anche riconoscere che forse in tali situazioni è sempre meglio di niente. Me ne accorgo perché quando arrivo, MM si presenta rigido; quando esco, lascio MM più “morbido” ed è come se il suo corpo mi ringraziasse.

07 Agosto 2021

Il 7 agosto, oltre ad essere stata una scelta d’amore tra di noi, ha voluto essere una scelta di amore verso gli altri. Per questo motivo abbiamo deciso di donare la somma destinata alle bomboniere, in ricordo di zia Loredana, all’associazione L’Acero di Daphne. Abbiamo deciso di sensibilizzare i nostri invitati e conoscenti alle cure palliative e all’impegno dell’associazione.
Giulia e Simone

19 Maggio 2021

G.G. è stato uno dei primi pazienti con cui ho iniziato la collaborazione con L’Acero. Con il procedere dei disturbi motori e cognitivi di G.G. ho modificato gli obiettivi che mi ero posta all’inizio: ho dedicato le ultime sedute al contatto, facendo sentire a lui la mia presenza con l’intento di distendere le eventuali tensioni, ma anche solo per dire “Sono qui”. In una esperienza di questo tipo non mi è possibile rimanere distaccata: inevitabilmente la relazione con il paziente, e con chi gli sta intorno, non può prescindere da un ascolto profondo di me stessa e dalla presa di coscienza del ruolo che ricopro non solo come professionista sanitaria, ma anche come essere umano in contatto con la sofferenza su diversi piani.
F. – Professionista de L’Acero

05 Maggio 2021

Grazie Dott. Moretto per la comunicazione e per aver sostenuto con costanza e tenacia l’attività delle cure palliative, alle quali ci sarà da dedicare sempre maggior attenzione e impegno operativo per migliorare le risposte del territorio alle necessità delle persone e delle famiglie interessate.
Un cordiale saluto
Dott. Raffaele Grottola – Direttore dei servizi socio-sanitari dell’Azienda ULSS 9 Scaligera di Verona

20 Gennaio 2021

Quando ero una studentessa di medicina mia mamma si ammalò di cancro. L’ho accompagnata in tutto il suo percorso di malattia, come figlia e come medico in formazione. Lei è sempre stata informata su tutto. I giorni più difficili erano quelli che precedevano gli esami di controllo e l’attesa del referto. Una mattina, quando la mia ansia aveva superato il limite, le ho detto: ‘’Mamma, tu non hai paura?’’. Lei mi ha risposto, semplicemente: ‘’No’’. Non ho avuto il coraggio di chiederle altro, mi sono fatta bastare quella risposta e quel ‘’No’’ mi ha permesso di placare un po’, soltanto un po’, la mia angoscia. A distanza di tanti anni, nel mio lavoro, ‘’la paura di morire’’, ritorna. Qualche mese fa ho accompagnato nel fine vita C., ammalato di cancro al pancreas. Era informato sulla sua malattia e sulla prognosi. Controllato farmacologicamente il dolore, ha iniziato a manifestare una serenità che mi catturava. Un giorno gli ho chiesto: ‘’Signor C., lei non ha paura?’’. Lui mi ha risposto, semplicemente: ‘’No’’. Quella volta, ho fatto un passo in avanti dicendo : ‘’Perché non ha paura?’’. ‘’ Perché sono contento della vita che ho vissuto’’, mi ha risposto. Credo che la possibilità di affrontare bene il tema del fine vita con un paziente dipenda soprattutto da dove siamo noi (rispetto alla nostra paura di morire) e da dove si trova il paziente (rispetto alla sua consapevolezza). Limitarci a dare informazioni, anche esatte, non è sufficiente; egli talvolta nemmeno ci ascolta e “azzera” quello che gli diciamo. Sintonizzarci invece rispetto a dove lui si trova è, a mio parere, l’unica chiave di accesso ad un dialogo che apre a qualcosa di profondo e autentico, per entrambi.
G.A. – Medico palliativista

30 Ottobre 2020

Ho 45 anni. Alcuni mesi fa mi hanno asportato una “lesione espansiva solido-cistica fronto-temporale”, che in altre parole significa un “tumore maligno al cervello”. Durante la degenza ho avuto il sostegno di una psicologa molto brava che mi ha consigliato di avvicinarmi ad una pratica di meditazione che mi avrebbe sicuramente aiutato durante il percorso di cure che avrei affrontato. È così che ho conosciuto l’associazione “l’Acero di Daphne” e Lisa Perlini, l’insegnante di Mindfulness. Io e Lisa abbiamo iniziato a fare delle sedute online; in vita mia non avevo mai praticato yoga e meditazione e non avevo mai dato importanza a queste pratiche. Le sedute che abbiamo fatto finora mi sono piaciute molto, mi hanno incuriosito e appassionato e soprattutto alla fine di ognuna di esse mi sono sempre sentito bene, rilassato e in contatto con me stesso. Sono speranzoso e convinto che queste nuove pratiche avranno effetti salutari sull’intero organismo. Lisa è una brava insegnante, capace di ascoltarti e capirti. Le persone che si trovano nella mia situazione non vogliono essere trattate esclusivamente da pazienti: vorrebbero ricevere, oltre alle cure, comprensione, gentilezza e calore umano e Lisa è in grado di darti tutto.
G.

8 settembre 2020

Buona sera, volevo ringraziare di cuore l’associazione per l’aiuto e il sostegno che ho avuto in un momento difficile. Sono stata seguita con grande professionalità dalla dottoressa Sara De Sanso, sempre gentile e disponibile. Che il vostro operato possa raggiungere tante persone, complimenti e grazie ancora.
Con affetto
C.C.

29 luglio 2020

Buongiorno, sono stata operata a fine marzo di un tumore al seno. Ora sto facendo le terapie e diciamo che sono in discesa nel mio percorso … vorrei ringraziare l’associazione e in particolar modo la dottoressa Sara De Sanso, che con il suo supporto psicologico mi ha aiutato a superare questa brutta parentesi per me e per la mia famiglia … ancora un grazie di cuore.
Cordiali saluti
Carolina Lo Bianco

28 luglio 2020

Buona sera, grazie alla vostra associazione sono stata seguita da Barbara Santini. Volevo dirvi che nonostante io sia già laureata da 15 anni mi sono riiscritta all’università per fare i 24 crediti necessari per l’insegnamento e per un esame di psicologia della comunicazione mi è stato chiesto di fare una tesina su un argomento a piacere e io ho scelto l’elaborazione del lutto durante il coronavirus dato che lo sto vivendo sulla mia pelle. Nella tesina ho citato la vostra associazione e sono riuscita a prendere il massimo dei punti. Mi sembrava carino condividerla con voi. Grazie di tutto quello che fate per noi!! Certo vi autorizzo a pubblicarlo, con la vostra associazione aiutate le persone nel concreto quando hanno bisogno e per questo vi sarò sempre riconoscente. Vi ringrazio molto per il vostro impegno.
Vi abbraccio tutti
Barbara Berzacola

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