Testimonianze

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Da qualche mese abbiamo deciso di pubblicare alcuni dei numerosi commenti che riceviamo da chi ha incontrato L’Acero e usufruito dei suoi servizi.

20 Gennaio 2021

Quando ero una studentessa di medicina mia mamma si ammalò di cancro. L’ho accompagnata in tutto il suo percorso di malattia, come figlia e come medico in formazione. Lei è sempre stata informata su tutto. I giorni più difficili erano quelli che precedevano gli esami di controllo e l’attesa del referto. Una mattina, quando la mia ansia aveva superato il limite, le ho detto: ‘’Mamma, tu non hai paura?’’. Lei mi ha risposto, semplicemente: ‘’No’’. Non ho avuto il coraggio di chiederle altro, mi sono fatta bastare quella risposta e quel ‘’No’’ mi ha permesso di placare un po’, soltanto un po’, la mia angoscia. A distanza di tanti anni, nel mio lavoro, ‘’la paura di morire’’, ritorna. Qualche mese fa ho accompagnato nel fine vita C., ammalato di cancro al pancreas. Era informato sulla sua malattia e sulla prognosi. Controllato farmacologicamente il dolore, ha iniziato a manifestare una serenità che mi catturava. Un giorno gli ho chiesto: ‘’Signor C., lei non ha paura?’’. Lui mi ha risposto, semplicemente: ‘’No’’. Quella volta, ho fatto un passo in avanti dicendo : ‘’Perché non ha paura?’’. ‘’ Perché sono contento della vita che ho vissuto’’, mi ha risposto. Credo che la possibilità di affrontare bene il tema del fine vita con un paziente dipenda soprattutto da dove siamo noi (rispetto alla nostra paura di morire) e da dove si trova il paziente (rispetto alla sua consapevolezza). Limitarci a dare informazioni, anche esatte, non è sufficiente; egli talvolta nemmeno ci ascolta e “azzera” quello che gli diciamo. Sintonizzarci invece rispetto a dove lui si trova è, a mio parere, l’unica chiave di accesso ad un dialogo che apre a qualcosa di profondo e autentico, per entrambi.
G.A. – Medico palliativista

30 Ottobre 2020

Mi chiamo G., ho 45 anni. Alcuni mesi fa mi hanno asportato una “lesione espansiva solido-cistica fronto-temporale”, che in altre parole significa un “tumore maligno al cervello”. Durante la degenza ho avuto il sostegno di una psicologa molto brava che mi ha consigliato di avvicinarmi ad una pratica di meditazione che mi avrebbe sicuramente aiutato durante il percorso di cure che avrei affrontato. È così che ho conosciuto l’associazione “l’Acero di Daphne” e Lisa Perlini, l’insegnante di Mindfulness. Io e Lisa abbiamo iniziato a fare delle sedute online; in vita mia non avevo mai praticato yoga e meditazione e non avevo mai dato importanza a queste pratiche. Le sedute che abbiamo fatto finora mi sono piaciute molto, mi hanno incuriosito e appassionato e soprattutto alla fine di ognuna di esse mi sono sempre sentito bene, rilassato e in contatto con me stesso. Sono speranzoso e convinto che queste nuove pratiche avranno effetti salutari sull’intero organismo. Lisa è una brava insegnante, capace di ascoltarti e capirti. Le persone che si trovano nella mia situazione non vogliono essere trattate esclusivamente da pazienti: vorrebbero ricevere, oltre alle cure, comprensione, gentilezza e calore umano e Lisa è in grado di darti tutto.
G.

8 settembre 2020

Buona sera,
volevo ringraziare di cuore l’associazione per l’aiuto e il sostegno che ho avuto in un momento difficile. Sono stata seguita con grande professionalità dalla dottoressa Sara De Sanso, sempre gentile e disponibile. Che il vostro operato possa raggiungere tante persone, complimenti e grazie ancora.
Con affetto
C.C.

29 luglio 2020

Buongiorno, sono stata operata a fine marzo di un tumore al seno. Ora sto facendo le terapie e diciamo che sono in discesa nel mio percorso … vorrei ringraziare l’associazione e in particolar modo la dottoressa Sara De Sanso, che con il suo supporto psicologico mi ha aiutato a superare questa brutta parentesi per me e per la mia famiglia … ancora un grazie di cuore.
Cordiali saluti
Carolina Lo Bianco

28 luglio 2020

Buona sera, grazie alla vostra associazione sono stata seguita da Barbara Santini. Volevo dirvi che nonostante io sia già laureata da 15 anni mi sono riiscritta all’università per fare i 24 crediti necessari per l’insegnamento e per un esame di psicologia della comunicazione mi è stato chiesto di fare una tesina su un argomento a piacere e io ho scelto l’elaborazione del lutto durante il coronavirus dato che lo sto vivendo sulla mia pelle. Nella tesina ho citato la vostra associazione e sono riuscita a prendere il massimo dei punti. Mi sembrava carino condividerla con voi. Grazie di tutto quello che fate per noi!! Certo vi autorizzo a pubblicarlo, con la vostra associazione aiutate le persone nel concreto quando hanno bisogno e per questo vi sarò sempre riconoscente. Vi ringrazio molto per il vostro impegno.
Vi abbraccio tutti
Barbara Berzacola

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